“È il pensiero che guida le mie mani. E il mio pensiero è libero. Solo se la mente è libera il corpo non sente il peso della fatica. E così, liberamente, la mia mano incide, modella, crea. Le linee seguono il corso dei miei pensieri. Nascono e si evolvono all’interno dell’opera assecondando la volontà del momento. E così il mio lavoro prende forma.”
Questo il fil-rouge che percorre l’intera produzione del Maestro Lentini nei tre ambiti dell’incisione, della scultura e della pittura accomunati dalla stessa intensità espressiva, come si evince dalle sue stesse parole.

L’INCISIONE è scrittura e immagine intesa come intuizione di un pensiero. I segni, i solchi tendono ad individuare le parole, come linee calligrafiche. I solchi sono lettere non dette, impresse sul metallo astratto, da interpretare, come testi simbolici e occulti. Le immagini contemplano e creano linee, trattini, segni, parole che assomigliano a esempi impetuosi di elementi grafici. È un tentativo in cui i solchi, le linee creano un conflitto, nel rischio che l’esperienza visiva possa risvegliare o meno il geroglifico di un’incisione–scrittura, di una potenza, un avvio di espressione.
I segni, le linee, i trattini, i punti incisi sulle lastre di acciaio sono come impronte scultoree di un’epoca in cui gli uomini vivono l’esatto momento per esserne testimoni.
I segni sono sostanza dell’anima, pensiero formativo, energia e rappresentano la vita, come antiche scritture, come intuizioni, come rilievi che hanno significato.
I segni formano e creano la sostanza dell’immagine: la tecnica incontra il sapere dell’autore, la volontà e, vorrei dire, il suo IO più profondo. La mano incide la soggettività e arriva alle forme che ben guidate prendono il verso giusto, dove la mente arriva ai confini dei suoni.

La SCULTURA, in quanto massa, è elemento di corpo solido; la forma è data dalle linee intrecciando le quali l’artista edifica l’opera e ne costituisce l’essenza e l’esistenza. Lo scultore ha dei segni. È da essi che traduce la verità in forme, in quanto le fissa in linee dalle quali trae la disposizione dell’oggetto e ne organizza interezza e parole. Egli trasforma le immagini e associa forme e parole, indicando gli intenti della sua raffigurazione, nell’intrecciarsi di segni e figure spaziali uniche e personali.
Dunque il pensiero stesso di per sé invisibile diviene concreto o può essere descritto in vari modi dalla mente che immagina una realtà, una visione del mondo.
Questo il suo percorso: guardare e prendere dagli oggetti gli elementi della loro entità e costruire l’intrinseco valore plastico, tentando la sintesi delle loro relazioni, dei volumi e dei piani, senza cadere nella ripetizione della forma statica, vedere nell’oggetto quella forma plasmata dal tuo volere, dalla poeticità interpretativa, quella reale delle emozioni attraverso l’oggettiva visione del sentire, del vedere in profondità, in movimento, come sforzo di dar forza e spessore in leggerezza e direzione all’oggetto.

Anche la PITTURA riproduce la realtà poetica della natura, della vita, è libertà nell’ordine, grafia fantastica, e porta a quell’intensità con se stessi da cui scaturisce il mondo espressivo personale.
Il concetto di arte contemporanea è “UOMO-PERCEZIONE-TEORIA-CREATIVITÀ”, in cui la visione del creato e il pensiero trasformano i significati sviluppando, attraverso la ricerca, la riflessione che la mente ha vissuto in diversi luoghi, e diviene così anche un contributo culturale che l’artista sente il bisogno di trasmettere alle sue opere nel linguaggio che, nel corso del tempo, ha acquisito.